AIUTO PSICOLOGICO

AIUTO PSICOLOGICO

L’emergenza legata alla diffusione del COVID-19 ha creato un’esperienza del tutto nuova, che ha avuto un impatto notevole nella vita delle persone, non solo per le conseguenze della pandemia virale sulla salute di coloro che sono più fragili, ma forse ancor più per l’impatto traumatico della pandemia emotiva che ne è derivata. Eventi straordinari come quello che stiamo vivendo possono generare ferite psicologiche sui singoli così come sull’intera comunità che il servizio di sportello psicologico, attivo nel nostro istituto, non può supportare.

In un momento di emergenza e di forte criticità come quello che stiamo vivendo è necessario potersi avvalere di esperti per un aiuto psicologico qualificato.

Sul nostro territorio, così duramente colpito, gli studenti e le loro famiglie si possono rivolgere ai seguenti servizi:

 

  1. l’ordine degli psicologi ha realizzato il progetto #LOPSICOLOGOTIAIUTA- PROGETTO EMERGENZA-COVID 19 e offre sostegno al seguente link: https://bit.ly/2JPnXaJ

 

  1. i terapeuti di EMDR, metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici che a esperienze più comuni ,ma emotivamente stressanti, offrono il servizio al numero di segreteria  3383470210 (si allega opuscolo)

 

  1. #IORESTOINASCOLTO, un servizio di counseling offerto da studenti tirocinanti del corso ASCEIPA che si rendono disponibili per sedute di counseling gratuite online (via video o telefono). E' possibile scrivere a info@asceipa.com oppure al numero 3385277849indicando fascia oraria e gorni in cui essere ricontattati e la modalità di contatto. Rispondono entro 24 ore

 

LEGGI L'OPUSCOLO

 

WEBINAR "La responsabilità di docenti e genitori nei giorni del coronavirus" con Matteo Lancini

Matteo Lancini è uno psicologo e psicoterapeuta di formazione psicoanalitica. Presidente della Fondazione “Minotauro” di Milano e docente presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Milano-Bicocca e presso la Scuola di formazione in Psicoterapia dell’adolescente e del giovane adulto del Minotauro.

 

Coronavirus, il decalogo per convincere i giovani a stare a casa

Per i giovani restare a casa può ridursi a stare davanti a uno schermo per ore e a una forzatura nel non poter vedere gli amici o la fidanzata. Tutto passerà con l’impegno di ogni singolo individuo e quindi anche con qualche sacrificio in più da parte dei ragazzi che però potranno impiegare molte delle ore in casa in attività da riscoprire anche insieme ai genitori. Ecco alcuni consigli preziosi nel decalogo del prof. Raffaele Mantegazza, professore di Pedagogia Generale e Sociale dell’Università Milano Bicocca destinato ai giovani e alle loro famiglie, per affrontare questo periodo.

  1. La tentazione dell’uso compulsivo degli schermi e di internet è forte, ma occorre assolutamente trovare una alternativa. Già la didattica a distanza costringe i ragazzi a stare davanti agli schermi più di quanto facciano normalmente, non deleghiamo a una tastierail ruolo educativo in questi momenti difficili.
  2. Tenendo fermo quanto detto sopra, aiutiamo i ragazzi a usare il vecchio e buon telefono, o al limite le videochiamate per stare realmente vicini ai loro amici: per capire come si sentono, cosa fanno, quali paure hanno. Rispettiamo la privacy di queste conversazioni ma aiutiamo i ragazzi a capire che in questi casi devono essere chiacchierate piene di senso e non banali.
  3. Christa Wolf scrisse “Il cielo diviso” raccontando la storia di una coppia che viene separata dalla costruzione del muro di Berlino. Prendiamo sul serio il dolore del preadolescente o dell’adolescente che non può per il momento vedere e baciare il ragazzino o la ragazzina e aiutiamolo a capire che questa prova darà ancora più forza al loro amorequando tutto tornerà alla normalità.
  4. Lasciamo qualche ora i ragazzi anche da soli, rispettiamo il loro pudore, permettiamo loro di avere uno spazio nel quale non entriamo almeno per un po’. Facciamo in modo che la casa sia uno spazio vissuto, in momenti condivisi ma anche in attimi in cui ciascuno sta solo con se stesso.
  5. Lasciamoli soli anche quando fanno i compiti, vedono le lezioni on line o studiano. Ricordiamo che in condizioni “normali” noi non siamo a scuola, quindi non assediamoli nel momento dello studio e lasciamo che si gestiscano da soli. È una grande occasione per capire il vero valore della scuola e per tornarci con entusiasmo quando riaprirà.
  6. Parlare e ascoltare: sembra una prescrizione banale ma non lo è. I ragazzi sono spaventati, anche se magari non lo vogliono far capire: cerchiamo di parlare loro di cose quotidiane ma anche del virus, con parole semplici e non allarmanti. E impariamo ad ascoltarli, soprattutto ad ascoltare i loro silenzi.
  7. Mostriamo prima di tutto noi adulti che stare in casa non è solo un dovere ma è anche una opportunità per riposare, riscoprire letture, musica, passioni. Rendiamo la casa un posto piacevole e non una specie di lazzaretto dal quale non si può uscire anche se lo si desidera.
  8. Se rimanere a casa annoia, allora per i ragazzi e per gli adulti è l’occasione per annoiarsi insieme. La noia non è solo da combattere o da tollerare, ma serve come pausa, come momento per “non far niente” e stare un po’ in silenzio con se stessi.
  9. Ricordiamo che stiamo vivendo un momento storico. Chiediamo ai ragazzi di capire insieme a noi le emozioni e le sensazioni che stiamo vivendo, raccontiamo storie positive (di guarigioni, dei medici e degli infermieri che stanno aiutando tante persone) e soprattutto parliamo anche di altroperché il virus non può monopolizzare tutte le attenzioni.
  10. Infine, dimostriamo affettoai nostri ragazzi, tanto affetto e tanta cura, perché sarà dal modo in cui vivranno questa esperienza che dipenderà il futuro della nostra società una volta sconfitto il virus.

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